Prima di cedere ai rimorsi e calcolare, occhio alla bilancia, i danni provocati dalle grandi abbuffate pasquali, conosciamo più da vicino le benefiche proprietà del celebre cibo degli dei.

Prima di tutto fa bene all’umore: è ormai noto, infatti, che il cioccolato favorisce il rilascio delle endorfine, sostanze che stimolano alcune zone del cervello, prevenendo depressione e stress. Ma il cioccolato aiuta anche l’organismo a mantenersi giovane e in forma grazie ai polifenoli, che combattono l’invecchiamento cellulare e numerose malattie cardiovascolari, all’epicatechina, che migliora la funzionalità endoteliale, ed agli altri antiossidanti, alleati davvero fondamentali, poiché contrastano gli attacchi dei radicali liberi, che entrano in azione quando si mangiano troppi zuccheri e grassi, quando si fuma o ci si ammala di diabete. Il cioccolato combatte, inoltre, la stanchezza cronica e abbassa la pressione sanguigna.
Attenzione, però, a scegliere il tipo di cioccolato più puro e più salutare. Il cioccolato bianco e quello al latte, ad esempio, hanno una quantità minore di sostanze benefiche; meglio preferire quello fondente nero o il cacao puro: il consumo di 150-200 milligrammi al giorno è un vero toccasana per l’organismo.Eppure il cioccolato ha anche un “lato oscuro”: circa il 40% delle donne e il 15% degli uomini sono affetti da una vera e propria dipendenza dal cioccolato. Per queste persone l’effetto sortito dal consumo di cioccolato equivale a quello che si ottiene assumendo uno stupefacente o fumando una sigaretta e il pericolo è quello di eccedere nelle quantità, con conseguenti rischi per la salute.
Controllare la cioccolatomania si può; almeno secondo uno studio dell’In-Cnr di Cagliari, pubblicato su Behavioural Pharmacology, secondo il quale è possibile combattere una delle dipendenze più dolci, ma non per questo priva di conseguenze! Analizzando il comportamento di alcuni topi da laboratorio, i ricercatori hanno osservato che questi erano disposti a ‘far fatica’ pur di essere ripagati con qualche goccia di cioccolato. Dopo aver rapidamente appreso che facendo pressione su una leva venivano ‘premiati’ con cinque secondi di piacere al sapore di cacao, i roditori hanno premuto la leva quasi mille volte in soli venti minuti, consumando una quantità di cioccolato pari a un decimo del loro peso corporeo. Per combattere la dipendenza si è osservato che la somministrazione di rimonabant (una sostanza utilizzata nel controllo dell’appetito) diminuiva sensibilmente il numero di volte in cui i roditori erano disposti a far fatica pur di avere l’ambito premio.
Via libera al cioccolato, dunque, perché fa bene al corpo e risolleva il morale, ma attenzione a non abbandonarsi alla cioccolatomania!
(TRATTO DA PAGINE MEDICHE)
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